Ebbene sì, dopo 8 mesi di sviluppo la nuova versione di openSUSE è tra noi!
La 12.1 segna un nuovo punto dell’evoluzione della distribuzione, introduce infatti notevoli miglioramenti nel sistema in generale. Andiamo subito a vederli!
A livello desktop troviamo vari aggiornamenti interessanti. Per quel che riguarda KDE si è passati alla versione 4.7, a differenza però di altre distribuzioni openSUSE è la prima a rilasciarla con Kolormanager e Oyranos per la gestione digitale del colore. Altro passo importante è il passaggio da KPackageKit a Apper che dovrebbe consentire una gestione migliorata degli aggiornamenti. Non sarà inserito nei media di installazione, ma sarà disponibile tramite repository per chiunque lo volesse Plasma Active, la soluzione di KDE per tutti i possessori di un dispositivo touch portatile.
Per GNOME invece la versione utilizzata è la 3.2, ultima release stabile rilasciata che introduce una miglior gestione del DE su schermi piccoli grazie ad una riduzione del bordo della finestra e ad un migliorato sistema di notifiche. Per LXDE e Xfce non cambia molto rispetto alla versione precedente, ma a detta del team di sviluppo quest’ultimo offre ora le stesse potenzialità di GNOME e KDE. Va fatta una menzione per il ritorno nei repository di KDE 3, per il quale sono certo i più nostalgici faranno i salti di gioia.
Sempre riguardo il lato desktop, ma più interessante sul lato web, openSUSE sarà la prima distribuzione a fornire ownCloud integrato direttamente nel desktop. Per chi non lo conoscesse OwnCloud è la soluzione open source sviluppata da KDE per il cloud computing.
Una delle più grandi ed attese feature che saranno presenti in questa 12.1 è sicuramente Snapper, uno strumento che si avvale delle tecnologie presenti nel filesystem brtfs e che consentirà, a chi in fase di installazione sceglierà il filesystem brtfs, di scattare delle “foto istantanee” del sistema e fare letteralmente un passo in dietro nel caso le modifiche successive siano causa di problemi. L’utilizzo di questo tool è integrato in YaST e di conseguenza nel caso di configurazioni dannose o di problemi con i pacchetti si potrà facilmente rendere il processo reversibile ed avere un sistema di nuovo funzionale.
Con questa versione avremo la vera e propria partenza del repository Tumbleweed, il quale rende la distribuzione una vera e propria rolling release a tutti gli effetti, rilasciando continuamente il software all’ultima versione stabile e rendendo superflua l’installazione di nuove versioni della distribuzione in quanto al nuovo rilascio verrà gestito in automatico il passaggio dei repository e l’aggiornamento dei pacchetti. Purtroppo dovremo salutare il repository Contrib, visto che a detta degli addetti ai lavori gran parte dei pacchetti presenti in quest’ultimo sono già stati inseriti negli altri repository ufficiali.
Dopo il ritorno di KDE 3 abbiamo un altro ritorno importante, quello di SAX, questa versione infatti presenterà SAX3, tool per la gestione di Xorg attraverso il quale è possibile configurare i principali dispositivi di input e output.
Con openSUSE 12.1 il team di sviluppo ha deciso di cambiare il sistema di init passando da sysvinit a Systemd, il sistema sviluppato da Red Hat che consente tempi di boot ridotti e una miglior gestione delle risorse all’avvio.
Solo una breve menzione per l’inserimento di Go, il nuovo linguaggio di programmazione made in Google, la nostra distribuzione è la prima ad inserirlo di default.
Per ulteriori dettagli potete consultare il wiki italiano di openSUSE che offre varie pagine dedicate a openSUSE 12.1 e a tutte le caratteristiche.
Con tutte queste novità non vi è già venuta voglia di provarla? E allora ecco il link alla pagina di download:





